Il 18 novembre 2004 presso la sala
S.Francesco, Pio X, di Via Vescovado, 29, gli Animula Shouters hanno
tenuto una lezione/concerto agli studenti dell’Università
di Padova. 
La lezione si è tenuta nell’ambito
dei Corsi di Laurea triennale in Dams e Storia e tutela dei beni culturali
su richiesta del Prof. Luca Cerchiari,
docente di Civiltà musicale afro-americana presso la stessa Università.
Lo scopo della lezione è stato proporre un’interpretazione
filologica di alcuni brani della raccolta Slave Songs of the United
States, uno dei libri in programma nella bibliografia del corso.
Slave Songs è la prima collezione di spirituals pubblicata a
New York nel 1867 e di imminente pubblicazione in Italia nell’edizione
curata per l’editrice L’Epos dallo stesso Cerchiari e dal
Direttore degli Animula, Roberto Leopardi.
Poiché ovviamente non esistono incisioni che risalgono alla metà
dell’800, il lavoro di ricerca degli Animula Shouters è
consistito nel tentativo di ricostruire alcune delle modalità
esecutive tipiche e specifiche dell’epoca, utilizzando sia le
trascrizioni musicali su carta che incisioni di fine ottocento e inizio
novecento. Si è fatto inoltre riferimento al lavoro di gruppi
americani contemporanei che riprendono le modalità di canto tradizionali.
Infine abbiamo utilizzato i consigli di John e Alan Lomax riportati
più sotto.
Sono stati eseguiti i seguenti brani (il numero
fra parentesi corrisponde al numero della raccolta Slave Songs):
Gli Animula Shouters
sono un sottogruppo degli Animula Gospel Singers, costituito con finalità
di studio e approfondimento. Oltre ad alcuni cantanti degli Animula hanno
collaborato Roberto Tessari (batterista degli Animula, ma qui utilizzato
come esperto di ritmica, broomsticker e cantante), Nicola Berardo (chitarrista
e tecnico del suono, in questa occasione cantante e broomsticker) e Josè
Mezzanini, direttore dei Tribù Gospel Singers, che ha guidato alcuni
shouts.
La lezione, oltre all’auspicato interesse, ha provocato anche un
certo turbamento nella trentina di studenti presenti, sia perché
probabilmente non avevano idea di come in effetti si interpretasse uno
spiritual tradizionalmente, cioè in una modalità molto distante
dalla nostra abitudine al “bel canto”, sia perché preoccupati
di dovere poi rispondere all’esame a possibili domande del tipo:
qual è il momento ritmico in cui cade l’accento nella chiave
cubana utilizzata per interpretare No Man Can Hinder Me?
Confortati dal Prof. Cerchiari che l’esame avrebbe verificato competenze
ben più significative, i più coraggiosi si sono lasciati
tentare dal provare un po’ a cantare, un po’ a ritmare…con
qualche resistenza.
Dalla lezione è stato ricavato un CD che può essere richiesto
presso l’Associazione Culturale Lo Spirito della Terra su spiritodellaterra@animula.it
Materiali di studio sono disponibili su www.animula.it
Il volume di Roberto
Leopardi, Spirituals, non è distribuito nelle librerie e può
essere richiesto a info@animula.it
Riportiamo infine le Istruzioni per il canto di
John e Alan Lomax:
(tratte
da John e Alan Lomax, Our Singing Country)
- Non rinunciate a cantare se la
vostra voce “non è bella” (cioè non è
curata). Questi brani si cantano meglio in modo naturale piuttosto che
con una voce impostata. Non tentate di arrotondare o abbellire la voce:
se è nasale o stridula, meglio;
- Provate più volte il brano
in modo piano. Quando avrete preso confidenza con esso potrete aggiungere
eventuali irregolarità e variazioni;
- Non cantate “con espressione”
o in modo drammatico. Mantenete una certa costanza dall’inizio
alla fine;
- Non rallentate alla fine delle
strofe;
- Tenete il tempo con il piede e
cantate con un accento spiccato;
- Legate i suoni vicini, quasi fondendoli;
- Non fate troppa distinzione fra
il modo minore e il maggiore. In molti casi le tonalità si potrebbero
definire “più o meno maggiori o minori”;
- Cantate tutte le parole della strofa,
eventualmente legandole insieme o facendo delle elisioni;
- Non cercate troppo l’”armonia”
se cantate insieme;
- Cantate tranquillamente senza accompagnamento;
- Quando cantate senza accompagnamento
non lasciate pause fra una strofa e l’altra;
- Se volete accompagnare il brano
usate preferibilmente la chitarra o il banjo. Sono accettabili anche
il violino, l’armonica e vari strumenti a corda. Nel caso si usasse
il piano non deve eccedere in presenza (questa annotazione dei Lomax
non si adatta, ovviamente, al canto degli antichi spirituals n.d.t.)
- Se ci sono gli strumenti musicali,
si può concedere loro qualche interludio fra una strofa e l’altra;
- La maggior parte dei brani che
inizia con il ritornello, finisce con il ritornello;
- Non svalutate questi brani: sono
molto antichi e sono stati cantati da centinaia di migliaia di persone
per lunghi periodi di tempo;
- Ascoltate le registrazioni (se
esistono…)
Contatti: Roberto Leopardi
tel. 3487368645 robertoleopardi@libero.it
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