Freedom
Testo

Traduzione

Oh freedom, oh freedom

Oh libertà, libertà,

oh freedom over me.
libertà su di me.
An' before I'd be a slave
E piuttosto di essere schiavo,
I be buried in my grave
sarò sepolto nella mia tomba;
And go home to my Lord
andrò a casa dal mio Signore
and be free.
e sarò libero
No more weeping,
Basta lacrime…
no more weeping,
no more weeping over me,
An' before…
Same old sunshine,
Lo stesso vecchio sole…
same old sunshine,
same old sunshine over me,
An' before…
God almighty,
Dio onnipotente…
God almighty,
God almighty over me,
An' before…
   

Commento

Il testo riprende una delle frasi che hanno ispirato la Rivoluzione Americana: “libertà o morte”. Molti ex schiavi e intellettuali Neri misero l’accento sulla contraddizione esistente negli Stati Uniti fra una costituzione che pone a suo fondamento la libertà individuale e il permanere del sistema schiavista. La più intensa testimonianza in tal senso è il discorso che l’ex schiavo Frederick Douglass tenne il 4 luglio del 1852 a Rochester nello stato di New York:

Questo quattro di luglio è vostro, non mio. Voi potete gioire, io devo portare il lutto (…) Al di sopra della vostra tumultuosa gioia nazionale, io sento il gemito luttuoso di milioni di uomini, le cui catene, pesanti e gravose ieri, sono oggi rese ancora più intollerabili dalle grida giubilanti che li raggiungono. Se io dimentico, se oggi non ricordo con lealtà quei sanguinanti figli del dolore, ‘mi si paralizzi la mano destra, e mi si attacchi la lingua al palato!’ (…) Che cos’è per lo schiavo americano il quattro di luglio? Io rispondo: un giorno che gli rivela, più di tutti gli altri giorni dell’anno, la rozza ingiustizia e la crudeltà di cui egli è continuamente vittima…”[1].

Ancora oggi, in occasione delle celebrazioni per il 4 luglio, le chiese AfricanAmericane recitano una preghiera che ricorda, accanto ai martiri Neri per la libertà, l’ingiustizia e l’ipocrisia del sistema schiavista[2].

Work riporta sotto un altro titolo nella sua raccolta lo stesso canto senza l’invocazione “Oh Freedom”. Ad essa viene sostituita la dicitura più accettabile ai bianchi “Holy Bible, book divine”. Anche leggere la Bibbia era comunque considerato dai proprietari di schiavi un atto pericoloso.

[1] L’intero testo del discorso di Douglass è pubblicato in traduzione italiana in Douglass, L’indipendenza e la schiavitù, Manifestolibri, 1995, con introduzione di Alessandro Portelli.

[2] Il testo della preghiera è riportato in African American Heritage Hymnal, n.79