|
Commento
Joshua
Fit the Battle of Jericho è uno
degli Spirituals più noti e rappresenta
uno standard nel repertorio di molti interpreti, in particolare
di Mahalia Jackson. Nonostante la sua attuale notorietà, la sua
presenza nelle raccolte tradizionali è poco attestata (nell’indice
dei Negro Spirituals della Cleveland Public Library, tale brano
risulta riportato su uno solo dei 30 libri presi in considerazione).
Il testo biblico
a cui il brano si ispira è il capitolo 6 del libro di Giosuè, che narra
la vicenda della presa della città di Gerico.
Il libro di Giosuè, il primo dopo il
Pentateuco, è interamente dedicato alla conquista della terra di Canaan
da parte del popolo ebraico al termine del lungo periodo di permanenza nel
deserto. Tema del libro è l’azione di Dio che permette al popolo di
realizzare progressivamente la promessa fatta ad Abramo di possedere per
sempre la terra.
La città di
Gerico è nota agli archeologi per essere stata una delle prime città
fortificate, anche se risulta che, al tempo dell’arrivo degli israeliti
in Canaan (XIII – XII secolo), la fiorente città fosse già stata
abbandonata o comunque ridotta alla dimensione di villaggio. La conquista
di Gerico è descritta nella Bibbia come un’azione diretta di Dio, che
si apre con la teofania (manifestazione del divino) di un angelo con la
spada sguainata che si presenta come il "capo dell’esercito del
Signore" e che invita Giosuè a togliersi i sandali "perché il
luogo sul quale tu stai è santo" (Gs 5,15), le stesse parole con le
quali Dio si rivolge a Mosè sul monte Sinai (Es 3,5). L’ordine di Dio
è di rinunciare all’assalto alla città e di girarle semplicemente
intorno rispettando un complesso rituale che si conclude con il grido di
guerra, sufficiente per fare crollare le mura. Il significato religioso
del racconto sta nell’insegnamento che protagonista della vittoria è
Dio, non l’esercito. Se Israele conquista la Terra Promessa e con essa
la libertà, non è in virtù delle proprie capacità guerriere, ma della
promessa di Dio e del suo schierarsi per Israele contro i nemici.
Ecco in sintesi
il testo di Giosuè 6:
Gerico era saldamente sbarrata dinanzi
ai figli d'Israele: nessuno poteva né uscire né entrare. Il Signore
disse a Giosuè: "Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re con i
suoi valorosi guerrieri. Tutti voi, uomini abili alla guerra, circonderete
la città, facendo il giro della medesima una volta. Così farai per sei
giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete davanti
all'arca. Il settimo giorno farete sette volte il giro della città e i
sacerdoti suoneranno le trombe. Quando suonerà a distesa il corno
d'ariete e voi udrete il suono della tromba, tutto il popolo uscirà in un
forte grido di guerra. Allora le mura della città crolleranno all'istante
e tutto il popolo irromperà, ciascuno diritto davanti a sé". Giosuè,
figlio di Nun, convocò i sacerdoti e disse loro: "Prendete l'arca
dell'alleanza e sette sacerdoti portino le sette trombe di corno d'ariete
davanti all'arca del Signore". Poi disse al popolo: "Avanzate
per fare il giro della città; gli armati passino davanti all'arca del
Signore". (…) Giosuè aveva dato al popolo quest'ordine: "Non
gridate, non fate sentire la vostra voce: neppure una parola esca dalla
vostra bocca, fino al giorno in cui vi dirò: Gridate! Allora
griderete". (…) Così fecero per sei giorni. Il settimo giorno,
levatisi allo spuntar dell'alba, fecero il giro della città allo stesso
modo per sette volte. Solo quel giorno fecero sette volte il giro intorno
alla città. Al settimo giro i sacerdoti suonarono le trombe e Giosuè
disse al popolo: "Gridate, perché il Signore vi dà la città! La
città con quanto è in essa sarà votata allo sterminio per il Signore.
(…) Il popolo allora lanciò un alto grido e si suonarono le trombe.
Appena il popolo udì il suono delle trombe ed ebbe emesso un formidabile
grido di guerra, le mura della città crollarono e il popolo salì verso
la città, ciascuno diritto davanti a sé, e se ne impossessarono.
In molti
spirituals la condizione del popolo ebraico viene letta come anticipazione
del destino del popolo africano in esilio. E’ proprio l’aperta presa
di posizione di Dio a favore degli oppressi che consente al Negro non solo
di sperare nella futura liberazione, ma anche di confidare profondamente
in essa. Nello spiritual "Didn’t My Lord Deliver Daniel?"
l’anonimo cantore si interroga: "Non ha forse il mio Signore
liberato Daniele dalla fossa dei leoni? E perché non ogni uomo?"
La liberazione di Israele dall’Egitto
ed il dono di una Terra Promessa sono la garanzia dell’agire di Dio
nella storia. Quando è letta e compresa da un popolo oppresso, la Bibbia
svela la sua natura di libro rivoluzionario e rivendicativo, fonte di
metafore e tipologie di libertà capaci di restituire fiducia e speranza.
William Eleazer Barton, un ministro
congregazionalista di fine ‘800, attesta che l’espressione "marching
round Jericho" veniva usata in alcune chiese del Tennessee per
praticare il rito del ring shout, spostando le panche lungo i muri
dell’edificio e marciando in cerchio fermandosi di tanto in tanto per
pregare o per gridare: "Believe, mourners! Abbiate fede,
voi che piangete (1)!".
Interpretazione
degli Anìmula Gospel Singers
Fin
dal 1998, quando è stata abbozzata la prima forma interpretativa,
Joshua Fit the Battle of Jericho
è la presentazione ufficiale degli Anìmula Gospel Singers. Basata
sulla ripetizione ossessiva del ritornello alternato a tre strofe
del solista, l’armonizzazione deve molto all’ascolto della versione
proposta dal Golden Gate Quartet, della quale abbandona però la
morbidezza per esprimere un’aggressività più guerriera, in accordo
con il testo e il contesto.
Il ritornello è armonizzato a cinque voci su accordi
semplici ed è sorretto da un impetuoso giro di basso. Come sempre, la
base strumentale è data dal pianoforte.
NOTE
(1) William Eleazer Barton, Old Plantation Hymns,
in Katz Bernard (ed.), The Social Implications of Early Negro
Music in the United States, Ayer Company Publishers, Inc., North
Stratford, NH, 1969, p.88
|