Joshua Fit the Battle Of Jericho

(Spiritual tradizionale)

Testo

Traduzione
RIT.
RIT.
Joshua fit de battle ob Jerico,
Giosuè combattè la battaglia di Jericho,
Jerico, Jerico
Jericho, Jericho
Joshua fit de battle ob Jericho
Giosuè combattè la battaglia di Jericho
and the walls came tumblin'down
e le mura caddero giù
(2 vv.)
(2 vv.)
You may talk about yo' king
Potete parlare del vostro
ob Gideon
re Gedeone,
You may talk about yo' man ob Saul,
potete parlare di quel vostro Saul.
But dere's none
Ma non c'è nessuno
like good ole Joshua
come il vecchio Giosuè
At de battle ob Jerico
alla battaglia di Gerico
Good mornin' sister Mary
Buongiorno sorella Mary
Good mornin' broder John
Buongiorno fratello John
Well now is comin' de story
Adesso comincia la storia
Ob de battle ob Jerico
Della battaglia di Gerico
Up to de walls ob Jerico
Fino sotto le mura di Gerico
He marched with spear in han'
Egli marciò con la lancia in mano
"God blow dem ram horns" 
"Soffiate nei vostri corni"
Joshua cried
gridò Giosuè,
Kase the battle is in my han'
Perchè la battaglia è nelle mie mani

Commento

Joshua Fit the Battle of Jericho è uno degli Spirituals più noti e rappresenta uno standard nel repertorio di molti interpreti, in particolare di Mahalia Jackson. Nonostante la sua attuale notorietà, la sua presenza nelle raccolte tradizionali è poco attestata (nell’indice dei Negro Spirituals della Cleveland Public Library, tale brano risulta riportato su uno solo dei 30 libri presi in considerazione).

Il testo biblico a cui il brano si ispira è il capitolo 6 del libro di Giosuè, che narra la vicenda della presa della città di Gerico.

Il libro di Giosuè, il primo dopo il Pentateuco, è interamente dedicato alla conquista della terra di Canaan da parte del popolo ebraico al termine del lungo periodo di permanenza nel deserto. Tema del libro è l’azione di Dio che permette al popolo di realizzare progressivamente la promessa fatta ad Abramo di possedere per sempre la terra.

La città di Gerico è nota agli archeologi per essere stata una delle prime città fortificate, anche se risulta che, al tempo dell’arrivo degli israeliti in Canaan (XIII – XII secolo), la fiorente città fosse già stata abbandonata o comunque ridotta alla dimensione di villaggio. La conquista di Gerico è descritta nella Bibbia come un’azione diretta di Dio, che si apre con la teofania (manifestazione del divino) di un angelo con la spada sguainata che si presenta come il "capo dell’esercito del Signore" e che invita Giosuè a togliersi i sandali "perché il luogo sul quale tu stai è santo" (Gs 5,15), le stesse parole con le quali Dio si rivolge a Mosè sul monte Sinai (Es 3,5). L’ordine di Dio è di rinunciare all’assalto alla città e di girarle semplicemente intorno rispettando un complesso rituale che si conclude con il grido di guerra, sufficiente per fare crollare le mura. Il significato religioso del racconto sta nell’insegnamento che protagonista della vittoria è Dio, non l’esercito. Se Israele conquista la Terra Promessa e con essa la libertà, non è in virtù delle proprie capacità guerriere, ma della promessa di Dio e del suo schierarsi per Israele contro i nemici.

Ecco in sintesi il testo di Giosuè 6:

Gerico era saldamente sbarrata dinanzi ai figli d'Israele: nessuno poteva né uscire né entrare. Il Signore disse a Giosuè: "Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re con i suoi valorosi guerrieri. Tutti voi, uomini abili alla guerra, circonderete la città, facendo il giro della medesima una volta. Così farai per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete davanti all'arca. Il settimo giorno farete sette volte il giro della città e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando suonerà a distesa il corno d'ariete e voi udrete il suono della tromba, tutto il popolo uscirà in un forte grido di guerra. Allora le mura della città crolleranno all'istante e tutto il popolo irromperà, ciascuno diritto davanti a sé". Giosuè, figlio di Nun, convocò i sacerdoti e disse loro: "Prendete l'arca dell'alleanza e sette sacerdoti portino le sette trombe di corno d'ariete davanti all'arca del Signore". Poi disse al popolo: "Avanzate per fare il giro della città; gli armati passino davanti all'arca del Signore". (…) Giosuè aveva dato al popolo quest'ordine: "Non gridate, non fate sentire la vostra voce: neppure una parola esca dalla vostra bocca, fino al giorno in cui vi dirò: Gridate! Allora griderete". (…) Così fecero per sei giorni. Il settimo giorno, levatisi allo spuntar dell'alba, fecero il giro della città allo stesso modo per sette volte. Solo quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. Al settimo giro i sacerdoti suonarono le trombe e Giosuè disse al popolo: "Gridate, perché il Signore vi dà la città! La città con quanto è in essa sarà votata allo sterminio per il Signore. (…) Il popolo allora lanciò un alto grido e si suonarono le trombe. Appena il popolo udì il suono delle trombe ed ebbe emesso un formidabile grido di guerra, le mura della città crollarono e il popolo salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e se ne impossessarono.

In molti spirituals la condizione del popolo ebraico viene letta come anticipazione del destino del popolo africano in esilio. E’ proprio l’aperta presa di posizione di Dio a favore degli oppressi che consente al Negro non solo di sperare nella futura liberazione, ma anche di confidare profondamente in essa. Nello spiritual "Didn’t My Lord Deliver Daniel?" l’anonimo cantore si interroga: "Non ha forse il mio Signore liberato Daniele dalla fossa dei leoni? E perché non ogni uomo?"

La liberazione di Israele dall’Egitto ed il dono di una Terra Promessa sono la garanzia dell’agire di Dio nella storia. Quando è letta e compresa da un popolo oppresso, la Bibbia svela la sua natura di libro rivoluzionario e rivendicativo, fonte di metafore e tipologie di libertà capaci di restituire fiducia e speranza.

William Eleazer Barton, un ministro congregazionalista di fine ‘800, attesta che l’espressione "marching round Jericho" veniva usata in alcune chiese del Tennessee per praticare il rito del ring shout, spostando le panche lungo i muri dell’edificio e marciando in cerchio fermandosi di tanto in tanto per pregare o per gridare: "Believe, mourners! Abbiate fede, voi che piangete (1)!".

Interpretazione degli Anìmula Gospel Singers

Fin dal 1998, quando è stata abbozzata la prima forma interpretativa, Joshua Fit the Battle of Jericho è la presentazione ufficiale degli Anìmula Gospel Singers. Basata sulla ripetizione ossessiva del ritornello alternato a tre strofe del solista, l’armonizzazione deve molto all’ascolto della versione proposta dal Golden Gate Quartet, della quale abbandona però la morbidezza per esprimere un’aggressività più guerriera, in accordo con il testo e il contesto.

Il ritornello è armonizzato a cinque voci su accordi semplici ed è sorretto da un impetuoso giro di basso. Come sempre, la base strumentale è data dal pianoforte.

NOTE

(1) William Eleazer Barton, Old Plantation Hymns, in Katz Bernard (ed.), The Social Implications of Early Negro Music in the United States, Ayer Company Publishers, Inc., North Stratford, NH, 1969, p.88