Oh Happy Day
Testo
Traduzione
Oh happy day, oh happy day
O giorno felice, o giorno felice
When Jesus washed my sins away
Quando Gesù lavò i miei peccati
He taught me how To watch
Egli m'insegnò ad osservare,
Fight and pray!
combattere  e pregare
And live rejoicing 
E a vivere con gioia
Every day, Every day!
ogni giorno
Oh happy day, oh happy day
O giorno felice, o giorno felice
When Jesus washed my sins away
Quando Gesù lavò i miei peccati
Every day I'm
Ogni giorno in cui io
Praying the Lord I'm born again
Prego il Signore, io nasco di nuovo
My sins are washed away
I miei peccati vengono cancellati
Every day is a Happy day
Ogni giorno è un giorno felice
Oh happy day, oh happy day
O giorno felice, o giorno felice
When Jesus washed my sins away
Quando Gesù lavò i miei peccati

Commento

Simbolica data di nascita del Gospel contemporaneo è il giugno 1969 quando, in occasione di un meeting di gruppi gospel al Madison Square Garden di New York, un coro di 50 voci diretto da Edwin Hawkins interpretò in modo assolutamente originale un vecchio inno battista del '700, Oh Happy Day (1).

Sostenuto da un ritmo di batteria e congas debitore del rock, sulla base di un accompagnamento pianistico in stile Duke Ellington e interpretato da una voce solista di contralto (Dorothy Morrison) e un coro giovanile, Oh Happy Day fu il primo brano Gospel ad uscire dal circuito delle chiese protestanti nere e vendere in breve tempo milioni di copie negli USA e in tutto il mondo, diventando il simbolo stesso della musica Gospel (e probabilmente l'unico pezzo Gospel universalmente conosciuto).

Quello che caratterizzava il brano di Hawkins non erano né il testo né la melodia, entrambi tradizionali, ma il modo "profano" di interpretare un inno sacro, utilizzando senza prevenzioni gli strumenti (fra cui il basso elettrico) e le acquisizioni melodiche della modernità.

Sospinta da un rinnovato interesse delle case discografiche, la nuova musica Gospel, che sarebbe stata definita Contemporary o Rock Gospel, si sviluppò percorrendo due direzioni: un utilizzo sempre più spregiudicato degli strumenti musicali (fra cui continuò a giocare un ruolo centrale l'organo Hammond) ed un ampliamento del coro che, in contrasto con i gruppi professionisti degli anni '50 costituiti da 4-6 cantanti, raggiungerà in alcuni casi l'estensione di molte decine e talvolta centinaia di coristi.

Cominciarono ad essere disponibili vere e proprie partiture per orchestra e armonizzazioni a 4 o 5 voci per coro misto che comportarono una riduzione degli spazi di improvvisazione per tutte le parti non soliste e la necessità di un adeguato addestramento alla teoria e alla pratica musicale.

La grande diffusione del disco favorì la conoscenza di questo nuovo genere musicale anche al di fuori delle chiese nere, e sempre più frequenti divennero i concerti pubblici.

Protagonisti del successo di questa straordinaria canzone sono due uomini vissuti a 200 anni di distanza uno dall'altro.

Philip Doddridge (1702-1751), nato in una famiglia di venti figli, perse entrambi i genitori prima di completare la scuola di base, ma non prima che la forte fede della madre si trasmettesse in lui orientandolo al ministero ecclesiastico in cui si distinse soprattutto come educatore (contribuì a formare oltre duecento giovani per il ministero religioso). E' considerato, insieme a Isaac Watts e Charles Wesley, uno dei più importanti compositori inglesi del XVIII secolo.

Edwin Hawkins inizia la sua carriera a 5 anni, pianista nella Hawkins Family. Nel 1967 fonda il Northern Carolina State Youth Choir ed incide subito dopo il suo primo album, che contiene Oh Happy Day, canzone che, lanciata da una radio privata di San Francisco, sale rapidamente le classifiche di musica Gospel, Rock&Blues, Soul e Pop e giunge a vendere 7 milioni di copie. E' ancora in attività dopo oltre 50 anni di successi.

Utilizzata come Jingle per la Coca-Cola, Oh Happy Day viene considerata oggi un classico natalizio, tanto che spesso il testo viene modificato con una strofa che si riferisce alla nascita di Gesù.

Interpretazione degli Anìmula Gospel Singer

Come tutti i classici, Oh Happy Day sopporta a fatica le rielaborazioni (o, per meglio dire, è il pubblico che si aspetta di sentirlo cantare come lo ha sempre conosciuto). La struttura di base viene quindi sostanzialmente mantenuta, con la sola aggiunta di una strofa contaminata di Rap.

NOTE

(1) L'inno è O Happy Day That Fixed My Choice, testo di Philip Doddridge (ritornello anonimo) su musica di William Mc Donald, oggi reperibile sia sull'innario ufficiale delle chiese battiste americane che sull'innario della chiesa cattolica afro-americana