Oh when the Saints 

go marchin' in

(marcia tradizionale)

Testo
Traduzione
Oh when the Saints go marchin' in
Oh, quando i Santi marceranno
Oh when the Saints go marchin' in
Oh, quando i Santi marceranno
O I want to be in that number
Oh, quando i Santi marceranno
When the Saints go marchin' in
Voglio essere uno di loro
O when the sun refuse to shine
Oh, quando il sole si rifiuterà di splendere
O when the sun refuse to shine
Oh, quando il sole si rifiuterà di splendere
Lord I want to be in that number
Signore, voglio essere uno di loro
when the sun refuse to shine
quando il sole si rifiuterà di splendere
O when the Saints...
RIT.
O when the moon goes down in blood
Oh, quando la luna si muterà in sangue
O when the moon goes down in blood
Oh, quando la luna si muterà in sangue
Lord I want to be in that number
Signore, voglio essere uno di loro
When the moon goes down in blood
quando la luna si muterà in sangue
O when the Saints...
RIT.
O when the stars have disappeared
Oh, quando le stelle scompariranno
O when the stars have disappeared
Oh, quando le stelle scompariranno
Lord I want to be in that number
Signore, voglio essere uno di loro
when the stars have disappeared
quando le stelle scompariranno
O when the Saints...
RIT.

Commento

Dopo la metà del XIX secolo esistevano a New Orleans numerose bande costituite da musicisti di colore. La loro funzione principale era di suonare in occasione di incontri di società segrete, di matrimoni e di funerali. I loro strumenti musicali, normalmente ottoni, divennero più facilmente procurabili durante e dopo la guerra civile (1861-1865) grazie alla messa a riposo di intere bande militari.

Oh When the Saints appartiene al repertorio che si suonava in occasione dei funerali, e anche in questo caso le radici sono da ricercare nelle antiche tradizioni africane. Le processioni erano comuni in occasione sia dei matrimoni che dei funerali. Altrettanto comuni erano le associazioni, più o meno segrete.

I funerali, come i matrimoni, erano accompagnati da musica, spesso forte e veloce, dal momento che nella società africana l’espressione delle emozioni è pubblica e non c’è associazione mentale fra rumore e vita e silenzio e morte (1). Lo stesso concetto di distacco dal morto è diverso che nelle società occidentali e la contraddizione fra dolore e gioia è più evidente e drammatica.

Nella società nera di New Orleans il funerale accompagnato dalla banda musicale diventerà un elemento talmente dominante della scena musicale da costituire uno degli aspetti fondanti della nascita del jazz.

Floyd riporta una importante testimonianza, quella di Bunk Johnson, musicista di una banda di New Orleans nell’ultima decade del XIX secolo, su come si svolgeva un funerale:

"Sulla strada per il cimitero con un Old Fellow o un Massone – erano sempre sepolti con la musica, vedi – eravamo soliti suonare brani lenti come ‘Nearer My God to Thee’, ‘Flee as a Bird to the Mountains’, ‘Come Thee Disconsolate’. Suonavamo quasi qualunque pezzo in 4/4 suonato molto lentamente; loro marciavano molto lentamente dietro il corpo.

Dopo che avevamo raggiunto il cimitero e dopo che quelle persone se ne erano andate, noi tornavamo indietro e marciavamo al suono del rullante fino a quando arrivavamo a uno o due isolati dal cimitero. A quel punto passavamo al ragtime.

Suonavamo ‘Didn’t He Ramble’ o prendevamo qualcuno di quei vecchi spirituals (spiritual hymns) e li suonavamo in ragtime in 2/4 camminando tutti in fretta. ‘Didn’t He Ramble’, ‘When the Saints Go Marchin’In’, quel bel vecchio pezzo, ‘Ain’t Gonna Study War No More’ e molti altri che avevamo li suonavamo per ottenere quell’effetto.

Avevamo una second line (2) uguale a quella della parata di King Rex, la parata del Mardi Gras Carnival. La polizia non riusciva a tenere indietro la second line. Tutti stavano in mezzo alla strada, sui marciapiedi, davanti alla banda…Ci seguivano folle immense (3)".

Oh When the Saints, nota a tutti nella versione suonata e cantata da Louis Armstrong, trova dunque la sua collocazione nei riti del funerale, sia pure nella parte successiva all’inumazione. L’uso di musica e tamburi durante il funerale è attestata da numerose testimonianze raccolte da Courlander:

"Al momento della sepoltura, il tamburo suonava e tutti si inchinavano con la faccia per terra prima che il corpo fosse messo nella tomba. Poi tutti si alzavano e danzavano intorno alla tomba. Quando il corpo veniva sepolto, il tamburo dava il segnale di quando ci si doveva alzare, inginocchiarsi, danzare o cantare. (4)"

Cantare, danzare, mangiare durante e dopo un funerale era considerato parte del rito, segno di celebrazione con il morto dei comportamenti normali della vita, fra cui, nella tradizione africana, danzare e cantare erano centrali.

Il testo riprende la terminologia tipica dell’apocalittica giudaica, giunta fino a noi attraverso il libro biblico dell’Apocalisse, complessa opera densa di simboli che chiude il canone del Nuovo Testamento. La presenza di segni cosmici (il sole che smette di brillare, la luna che si muta in sangue, le stelle che cadono, ecc.) anticipa la parusìa, il ritorno del Messia. Il rito della sepoltura è dunque il luogo più adatto per celebrare la fede nella risurrezione e nell’instaurarsi del regno di giustizia di Cristo, cosicché, al dolore per la scomparsa dell’amico, si associa la gioia per il suo avere raggiunto la propria casa nel cielo (come recita un altro spiritual: "I’Ve Got a Home in a-Det Place, Can’t You See?", "Ho una casa in quel luogo, non vedi?").

Interpretazione degli Anìmula Gospel Singers

Nella modalità classica del Call and response, l’interpretazione degli Anìmula conserva forti legami di continuità con la tradizione. Ritornelli e strofe si alternano a stacchi musicali mentre, accenno alle danze rituali intorno alla tomba, i coristi (maschi) saltellano sul palco. Omaggio all’uso degli ottoni, nel CD Steps è stata inserita la tromba, che contrappunta la melodia e chiude il brano.

E' proprio da canzoni come Oh When the Saints che si inizia a diffondere una nuova sensibilità musicale che comprende l’uso di strumenti musicali ed una modalità pubblica e spettacolare di esecuzione. Le bande musicali che accompagnavano i funerali non avevano bisogno di nascondersi come gli schiavi nelle capanne nei boschi per potere esprimere la propria fede. Anzi, proprio la competizione fra bande musicali darà origine alle jam session e consentirà ai musicisti e cantanti di colore di mettersi in luce.

NOTE

(1) Floyd S., The Power of Black Music, Oxford University Press, New York, 1995, p.21

(2) In questo caso la second line era costituita dalla folla che seguiva la banda e che non si limitava certamente a seguire passivamente. Anche la cosiddetta second line ha radici nella tradizione africana dove, durante le cerimonie in cerchio, i bambini imitavano gli adulti stando ai bordi e dietro il ring. Da ciò deriva in parte anche l'uso delle jam session nel jazz, in cui i giovani musicisti hanno la possibilità di imparare e contemporaneamente mettersi in luce.
(3) Floyd, op.cit.,pp.82-83
(4) Testimonianza di Tonie Houston di Tatemville, riportata in Courlander, A Tresaury of Afro-American Folklore, Marlowe & Company, New York, 1976, pp.287-288