Precious Lord
Testo e arrangiamento di Thomas A. Dorsey (1932)
Musica di George N. Allen (1844)
Testo Traduzione
Precious Lord, take my hand. Prezioso Signore, prendi la mia mano.
Lead me on, let me stand. Conducimi, tienimi su.
I am tired, I am weak and worn. Sono stanco, sono debole e sfinito
   
Through the storm, Attraverso la tempesta, 
throught the night, attraverso la notte,
lead me on to the light guidami verso la luce.
   
Take my hand, Prendi la mia mano,
precious Lord, Prezioso Signore,
lead me home. portami a casa
   
When my way grows drear, Quando la mia strada diventa oscura,
Precious Lord, Prezioso Signore,
lead me near, stammi vicino
when my life is almost gone. quando la mia vita se ne è quasi andata
   
Hear my cry, Acolta il mio grido,
hear my call. ascolta il mio richiamo.
Hold my hand, lest I fall. Tienimi per mano: ho paura di cadere
Take my hand, Precious Lord, Prendi la mia mano, Prezioso Signore,
lead me home. Portami a casa
   
When the darkness appears Quando appaiono le tenebre
and the night draws near, e la notte si avvicina
and the day is past and gone, e il giorno trascorso è finito,
At the river I stand. mi fermo presso il fiume.
   
Guide my feet, hold my hand, Guida i miei piedi, stringimi la mano
Take my hand, precious Lord, Prendi la mia mano, Prezioso Signore
lead me home. portami a casa
   

Commento

Precious Lord, talvolta indicata anche come Precious Lord Take My Hand, è la più celebre canzone del grande compositore Thomas A.Dorsey.
Le circostanze tragiche che condussero alla composizione del brano sono narrate dallo stesso Dorsey:
"Nel 1932 avevo 32 anni ed ero un novello felice marito. Mia moglie Nettie ed io vivevamo in un piccolo appartamento nel Southside di Chicago.
Nel pomeriggio di una rovente giornata di Agosto, dovevo mettermi in viaggio per St.Louis, dove avrei dovuto cantare come solista in un grande meeting. Non ci volevo andare, perchè Nettie era all'ultimo mese di gravidanza del nostro primogenito, ma molta gente mi aspettava a St.Louis. Così salutai Nettie, scesi le scale e, con la nostra Modello A, alla fresca brezza del lago Michigan, lasciai Chicago sulla Route 66.
Appena fuori città, però, mi accorsi con ansia che avevo dimenticato la borsa con gli spartiti e dovetti fare marcia indietro e tornare a casa.
Trovai Nettie che dormiva tranquillamente. Esitai presso il suo letto: qualcosa mi suggeriva con forza di restare. Ma, dovendo fare in fretta e non volendo disturbare Nettie, scacciai il pensiero e me ne uscii in silenzio dalla stanza.
La notte seguente, nel caldo torrido di St.Louis, la folla mi chiedeva di cantare e cantare.
Quando, infine, riuscii a sedermi, un fattorino mi raggiunse con un telegramma della Western Union. Aprii rapidamente la busta. Sul foglio giallo c'erano incollate le seguenti parole: TUA MOGLIE E' MORTA.
La gente cantava felice e applaudiva tutto intorno a me, ed io dovetti trattenermi dal gridare. Corsi ad un telefono e chiamai a casa. Tutto quello che mi dissero dall'altra parte fu : "Nettie è morta, Nettie è morta".
Quando rientrai a Chicago, venni a sapere che Nettie aveva dato alla luce un bambino. Ero sospeso fra la gioia e la disperazione.
Quella stessa notte il bambino morì. Seppellii Nettie e il nostro bambino insieme, nella stessa bara. Poi, per giorni, mi rinchiusi in me stesso. Sentivo che Dio mi aveva fatto un'ingiustizia. Non volevo più servirlo né scrivere più canzoni gospel. Volevo tornare a quel mondo del jazz che conoscevo così bene.
Ma quando, mentre me ne stavo da solo in quell'appartamento buio, ripensai a quel pomeriggio in cui ero andato a St.Louis, mi ricordai che qualcosa mi aveva detto di restare con Nettie. Era stato Dio? Oh se lo avessi ascoltato quel giorno! Sarei rimasto a casa con Nettie! Da quel momento promisi di ascoltarLo più attentamente. Ma ero ancora disperato.
Tutti erano gentili con me, soprattutto un amico, il Professor Fry, che sembrava sapesse di che cosa avevo bisogno. Il sabato seguente, la sera, mi accompagnò al Malone's Poro College, una scuola di musica lì vicino. C'era quiete; il sole del tardo pomeriggio filtrava attraverso gli scuri.
Mi sedetti al piano e le mie mani cominciarono a vagare sui tasti. Qualcosa stava accadendo dentro di me. Mi sentivo in pace. Mi sentivo come se potessi uscire da me stesso e toccare Dio. Mi ritrovai a suonare una melodia. Le parole sembravano cadere al posto giusto:
Prezioso Signore, prendimi la mano, Guidami, rialzami, Sono stanco, sono debole, sono sfinito,
Attraverso la tempesta, attraverso la notte Conducimi alla luce
Prendimi la mano, prezioso Signore Portami a casa.
Donandomi questa musica e queste parole, il Signore guarì il mio spirito. Capii che, quando siamo nel più profondo dolore, quando ci sentiamo lontani da Dio, quello è il momento in cui Lui è più vicino e in cui noi siamo più disponibili ad accogliere la sua forza che rigenera. Così andai avanti a vivere per Dio volentieri e con gioia, fino al giorno in cui Egli mi prenderà e gentilmente mi riporterà a casa". (1)
Fu l'amico Theodore R.Frye ad insistere perché il titolo della canzone rimanesse Precious Lord, invece di quello scelto da Dorsey, Blessed Lord Take My Hand, ed è con tale titolo che la canzone divenne famosa.
Tradotta in trentadue lingue e incisa praticamente da tutti i grandi cantanti gospel, bianchi e neri, nessun'altra canzone gospel ha goduto del successo di Precious Lord.
Negli istanti precedenti la sua morte, Martin Luther King chiese che venisse cantata e il brano divenne nei giorni seguenti l'inno struggente della volontà di resistere in quella "notte di tempesta che non mostrava di voler finire". (2)
Naturalmente fu una delle prime canzoni ad essere eseguite in occasione del funerale di Dorsey a Chicago il 28 gennaio 1993.
Per comporre Precious Lord, Dorsey si ispirò all'inno protestante Must Jesus Bear the Cross Alone, con musica di George N.Allen (1812-1877) e testo di Thomas Shepherd (1665-1739) e altri.
La melodia è molto lineare e lo stesso arrangiamento di Dorsey utilizza accordi semplici con una sola blue note sulla parola "lead".
La prassi di utilizzare melodie tradizionali sulle quali costruire una canzone completamente nuova è assolutamente normale nella musica Gospel. Gli stessi autori e cantanti dell'età d'oro del Gospel segnalano che la conoscenza del repertorio tradizionale è una fonte inesauribile e irrinunciabile per la loro ispirazione:

"Dicono che quelle canzoni sono vecchie. Per me sono nuove di zecca. Senti un po', sono stata giù al Sud. Dovresti sentirli quei cori del South Carolina e della Georgia. Loro cantano quegli inni e a me escono le lacrime dagli occhi. Mi viene solo voglia di saltare in piedi e gridare. Quando sento quegli inni è come se ritrovassi me stessa. Quassù al Nord abbiamo perso qualcosa, non c'è dubbio. Ma quando sento quella gente cantare, io mi ricarico, ritrovo quello che ero da bambina" (3)

Esempi di vecchi inni che hanno ispirato celebri brani sono O Happy Day That Fixed My Choice, di Philip Doddridge (1702-1751) che, rielaborato da Edwin Hawkins, è diventato il famosissimo O Happy Day; What a Friend We Have in Jesus, di Joseph Scriven (1819-1886) e Charles C.Converse (1832-1918); I'll Overcome Someday, di C.Albert Tindley (1851-1933), che divenne uno dei cavalli di battaglia della lotta per i diritti civili negli anni '60 (la cosa originale di questo "prestito" è che, diversamente dagli esempi precedenti, non si è mantenuta la melodia e modificato il testo, ma si è mantenuto parzialmente il testo e lo si è adattato ad un'altra melodia). (4)
Il testo di Precious Lord riprende dal vecchio inno qualche spunto, in particolare la parola Precious che ricorre nel quinto verso (O precious cross! O glorious crown!...); ciò che stabilisce un legame fra i due testi è però l'atmosfera di fiduciosa speranza nel dolore, significata dalla necessità di portare tutti la propria croce per la libertà del mondo (il primo verso del testo di Thomas Shepherd recita così: Gesù deve portare la croce da solo affinchè il mondo sia libero? No, c'è una croce per tutti, e c'è una croce per me).
E' probabilmente ritrovando nella propria memoria quelle antiche parole che Thomas Dorsey ebbe l'ispirazione per comporre Precious Lord Take My Hand e di ritrovare, attraverso la musica, la forza per resistere alla difficile prova cui era sottoposto.
In una incisione di molti decenni dopo, lo stesso Dorsey racconta la storia di questa canzone, concludendo il suo toccante messaggio con queste parole: "Se non sapete cantare Precious Lord, lo imparerete. Cantatelo con fervore e sentimento. Il Signore vi benedica e vi protegga". (5)

Note

(1) La vicenda è narrata con particolari diversi anche in Boyer H.C., Yearwood L, How Sweet the Sound, The Golden Age of Gospel, Elliott & Clark Publishing, Washington D.C., 1995, pp.61-62

(2) Heilbut A., The Gospel Sound. Good News and Bad Times, Limelight Editions, New York, 1997, p.31
(3) Testimonianza di Mahalia Jackson in Heilbut, op.cit., pp.72-73
(4) I brani citati sono reperibili su The Baptist Hymnal, Convention Press, Nashville, Tennessee, 1991. In particolare, Must Jesus Bear the Cross Alone è il numero 475

(5) La voce di Thomas Dorsey è registrata come introduzione dell'interpretazione di Marion Williams nel CD Precious Lord. Recordings of the Great Gospel Songs of Thomas A. Dorsey, Columbia Legacy, 1994