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Stand!
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| (John P. Kee) |
Testo |
Traduzione |
Stand! |
Alzati! |
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I decided to
take a stand, |
Ho deciso di
prendere posizione. |
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Not knowing
I'd lose my best friend; |
Non provando,
perderei il mio migliore amico |
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I would rather,
rather live right, |
preferisco vivere
onestamente |
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Than in Hell
lift up my eyes. |
piuttosto che
alzare gli occhi dall'inferno. |
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All of God's
Children say stand Yea stand, |
Tutti gli angeli
dicono:"Alzati! Alzati!" |
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Tell somebody
now |
Dicono a qualcuno
adesso: |
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You stand |
"Tu, alzati!" |
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Stan for holiness |
Alzati per la
santità |
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Stand for righteousness |
Alzati per la
Giustizia |
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And be counted
among them |
E sarai annoverato
tra coloro |
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That shall reign
with Him. |
che regneranno
con Lui. |
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You stand when
friends are gone |
Alzati, quando
gli amici se ne sono andati |
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Stand when you're
all alone |
Alzati quando
sei rimasto solo |
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And believe |
E credi |
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He shall receive
His own |
che Lui riceverà
colui che gli appartiene. |
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Commento Il Pastore John Prince Kee, autore di questo brano, è nato a Durham nel North Carolina, quindicesimo di sedici fratelli, in una famiglia molto religiosa e amante della musica. Fin dall'infanzia evidenziò straordinarie doti sia come cantante che come strumentista e fu ammesso ad una scuola speciale per bambini con rare capacità musicali. La sua carriera musicale iniziò a 14 anni. Studiò musica in California, dove conobbe alcuni fra i più importanti musicisti jazz americani. Tornato nel North Carolina, a Charlotte, iniziò una vita dissoluta che durò fino a quando, poco più che ventenne, nauseato dall'atmosfera di insensata violenza che lo circondava e deluso dal denaro, tornò alla chiesa, diventando un membro molto attivo e fondando nella stessa Charlotte verso la metà degli anni '80 un coro che, più avanti, prese il nome definitivo di New Life Community Choir. Nel 1995 vinse il suo primo Gold Award e, nello stesso anno, venne invitato dal vescovo Norman Wagner a fondare un centro per la predicazione e l'assistenza dei giovani proprio nella zona in cui John aveva vissuto il triste periodo della lontananza da Dio.
Il significato fondamentale del verbo intransitivo stand è "stare in piedi, stare dritto", ma può significare anche stare in posizione eretta e stabile, alzarsi, stare saldo in certi principi, essere solido. A sua volta, il verbo transitivo significa candidarsi, sopportare, soffrire, resistere. Nel testo compaiono inoltre frasi idiomatiche e numerose ambiguità ed il significato generale può essere compreso solo tenendo conto del testo evangelico a cui si ispira. Il brano fissa il momento in cui il Figlio minore (il cosiddetto figliol prodigo), ridotto dalla miseria a pascolare i maiali e affamato, decide di tornare a casa dal Padre. La sua decisione deriva da una presa di coscienza e da una valutazione oggettiva dei fatti:
Il brano gospel non si sofferma ad analizzare le ragioni della decisione di cambiare vita, ma è evidente che, a livello evangelico, sono presenti ragioni più di opportunità che di profondo pentimento (in effetti, in nessun punto della parabola si riscontra un atteggiamento di provato rincrescimento da parte del figlio). John P. Kee, autore del gospel, prende invece per buona la lettura tradizionale che immagina un figlio sinceramente pentito e che preferisce vivere onestamente piuttosto che finire all'inferno (non è difficile, in queste parole, ritrovare l'esperienza stessa dell'autore). La sua decisione, nella canzone, viene suggerita da un coro di angeli che continuano a ripetere Stand!, alzati! e che, nel coro, insegnano al ragazzo che non si tratta semplicemente di alzarsi, ma di "alzarsi in segno di rispetto" (questo il significato proprio di stand for) di fronte alla santità e alla giustizia e di appoggiare e sostenere questi nuovi valori. Il premio sarà essere contato fra coloro che stanno dalla parte di Dio e che da Lui saranno riconosciuti come propri. La parola stand percorre quindi nel brano diversi livelli di significato, dal semplice alzarsi in piedi (il "mi alzerò e andrò da mio padre" del vangelo), al prendere una decisione (to take a stand), al manifestare rispetto e collaborazione per la santità e la giustizia, al resistere nei momenti difficili (stand when friends are gone; stand when you are all alone). Il testo greco di Luca utilizza il verbo anhìstÂmi (che significa mettere in piedi, far alzare, ma anche risuscitare) nel modo del participio, con una traduzione letterale che potrebbe essere "Alzato, andrò da mio padre" o, più correttamente, "Essendomi alzato, andrò da mio padre". Il senso è di mettere insieme l'azione di alzarsi con quella di andare, cioè di legare l'esperienza del sollevarsi con quella del mettersi in moto, come se una comprendesse l'altra. Spesso, tra l'altro, l'uso del participio di anhìstÂmi indica semplicemente l'inizio di un'azione o la prontezza a compierla. Si consideri, inoltre, che nel greco biblico il verbo anhìstÂmi significa anche risorgere, sia in senso figurato che proprio. Il figlio che si alza in piedi è dunque anche risorto, risorto ad una nuova relazione, ad una nuova vita, ad un nuovo destino. La postura dello stare in piedi, sempre a livello biblico, indica anche il riacquistare una condizione di dignità umana e di vigore, come testimoniano numerosi passi sia dell'Antico che del Nuovo Testamento (Scuotiti la polvere, alzati, Gerusalemme schiava! Is 52,2), e la testimonianza di John P. Kee è quella di un uomo che, avendo ritrovato la strada di casa, è diventato a sua volta segno della quotidiana possibilità di cambiare vita a partire proprio dall'accorgersi della vanità dell'esperienza che si sta vivendo. Nei testi gospel la condizione di peccato dell'autore o dell'interprete non è mai nascosta; è anzi messa in luce per evidenziare la gratuità e la profondità dell'amore di Dio.
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