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Commento
Steal Away
è uno dei più celebri "spiritual di fuga". Numerose testimonianze
concordano nel ricordare che Steal Away veniva spesso cantato
per annunciare il tentativo di uno schiavo di fuggire (1).
Il carattere
ambiguo dei testi degli spirituals è stato messo in luce fin dai
primi tentativi di raccogliere e catalogare il patrimonio musicale
e testuale delle comunità afroamericane, anche se solo in tempi
più recenti la dimensione rivendicativa e ribelle di molti spirituals
è stata rivalutata a fronte di una interpretazione tradizionale
di essi come espressione di accettazione dignitosa e passiva della
condizione di servitù.
Alcuni attribuiscono
la composizione di questo canto allo schiavo Nat Turner, che guidò
una sanguinosa insurrezione a Southampton County in Virginia nel
1831. Anche se tale attribuzione è solo ipotetica, Steal Away
venne probabilmente cantata come segnale di raduno dei rivoltosi
ed è possibile che Turner abbia in qualche misura modificato il
testo tradizionale. Sono forse attribuibili direttamente a lui i
versi "My Lord calls me, He calls me by the thunder; The
trumpet sounds within-a my soul": Nat Turner fu infatti
fin da piccolo molto attento ai segni della natura e, divenuto un
celebre predicatore, ritenne sempre di essere guidato nel suo agire
da segni che Dio gli inviava. Nelle sue predicazioni Turner invitava
i membri della sua comunità a sviluppare la relazione con lo Spirito
Santo e a riconoscerne i segni, insegnando che la fede religiosa
era strettamente connessa con il dovere di agire contro il Male
che si esprimeva nel sistema schiavista.
L’azione di
steal away, cioè fuggire, non era quindi intesa solo come
fuga spirituale, ma come vera e propria azione di rivolta che si
esprimeva, prima ancora che in ribellioni violente come quelle guidate
da Nat Turner nel 1832 o da Denmark Vesey nel 1822, nell’uso di
andare di nascosto di notte a celebrare riti religiosi in radure
o capanne costruite nei boschi: "Quando andavamo in giro cantando
Steal Away – ricorda uno schiavo di nome Wash Wilson – voleva dire
che quella notte c’era un incontro religioso".
Il Rev. Pearlie
Brown racconta che sua nonna, che era stata schiava, gli spiegò
il significato della canzone ed il contesto in cui veniva cantata.
In particolare, Brown insegna che il verso "green trees
are bending" (alberi verdi vengono piegati) si riferisce
all’uso di potare e legare certi arbusti in modo che, crescendo,
formassero una specie di capanna dentro alla quale tenere i meeting
religiosi (2). Gli incontri fra schiavi, infatti, di qualunque natura
essi fossero, erano temuti dai loro padroni. Gli stessi predicatori
di colore venivano minacciati se insistevano nella loro missione.
E’ importante
notare l’uso del pronome singolare ("il MIO Signore mi chiama;
IO non resterò qui a lungo") che esprime l’adesione personale
alla chiamata alla libertà. Nonostante gli spirituals siano brani
che normalmente si cantano in congregazione, nessuno è autorizzato
a sentirsi semplicemente parte di essa; solo l’incontro di singole
individualità coscienti di se stesse e del proprio ruolo può costituire
una comunità autentica (3).
Interpretazione
degli Anìmula Gospel Singers
Il
brano, polifonico, con accompagnamento di semplice pianoforte, sottolinea
la dimensione spirituale
del testo, con l’uso dei crescendo per esprimere la volontà di realizzare
ciò che si canta. Ai ritornelli con armonizzazione originale a quattro
voci si alternano le strofe delle soliste con atmosfere mistiche
vagamente irlandesi e duetti ad imitazione di eco.
NOTE
(1)
Bernice Johnson Reagon (ed.), We'll Understand It Better By and
By, p.39
(2) Bernice Johnson
Reagon, If You Don't Go, Don't Hinder Me, pp.74-77
(3) Arthur C. Jones,
Wade in the Water, the Wisdom of the Spirituals, Orbis Books,
Maryknoll, New York, 1993, pp.44-45, 71, 74-75, 159-160
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