I canti definiti spirituals sono
la prima forma artistica ampiamente documentabile espressione dell’originale
cultura che si creò in America Settentrionale in seguito all’incontro
dei Neri africani deportati e dei Bianchi europei immigrati.
I primi venti schiavi africani giunsero in Virginia nel 1619, un anno
prima dello sbarco a Plymouth dei Padri Pellegrini.
Certo, non era nelle intenzioni né nei pensieri degli spietati
negrieri che trasportavano nelle Americhe le migliori energie di decine
di popoli africani dare origine ad una cultura nuova.
Un simile pensiero non poteva sfiorare la coscienza ottusa di chi, stivando
uomini e donne con la stessa meticolosa razionalità con cui avrebbe
stivato legno d’ebano o zanne d’avorio, si accingeva al
lungo tragitto della tratta atlantica. E neppure ciò sfiorava
le menti di chi, suo malgrado, si ritrovava straniero fra stranieri
in una terra lontana e ignota.
Negrieri e schiavi in viaggio, padroni e servi nelle piantagioni, altro
avevano a cui pensare che non di trovare paradigmi intorno ai quali
realizzare un nuovo modello culturale.
Ciononostante una nuova cultura era nata, una cultura che ha provocato
cambiamenti profondissimi nella nostra stessa cultura europea contemporanea.
Tali cambiamenti sono immediatamente e clamorosamente evidenti nella
musica, arte che oggi non può escludere un riferimento esplicito
e irrinunciabile a quella serie di realizzazioni sonore frutto dell’incontro
fra mondo Nero e mondo Bianco, nelle sue varianti europea ed americana,
colta e popolare.
Che un vergognoso commercio di esseri umani abbia dato origine ad una
delle più geniali culture della storia, quella degli AfricanAmericani
, è uno di quegli “scherzi” della storia che non
si possono spiegare, a un primo sguardo, se non per i capricci del destino
o per l’intervento di un Dio.
In questa breve introduzione alla raccolta di musiche e testi di spirituals,
cercherò di far luce su alcune delle circostanze che hanno portato
alla nascita di una delle somme realizzazioni culturali degli AfricanAmericani,
con l’intento, anche, di fornire un supporto culturale e musicale
ai numerosi gruppi e cori italiani che, seguendo una tendenza sempre
più spiccata, inseriscono nel loro repertorio brani della tradizione
delle chiese nere americane, brani che vengono, più o meno correttamente,
definiti spiritual o gospel.
La conoscenza di questo straordinario patrimonio, delle sue origini
e della sua storia è in Italia patrimonio di pochi. I testi in
lingua italiana, originali o tradotti, a portata del lettore comune
si possono letteralmente contare sulle dita di una mano. Meno desolante,
naturalmente, il panorama americano, non sempre però “amichevole”:
superate le difficoltà di reperimento dei testi grazie ad internet,
resta il problema per chi non domina l’inglese di trovarsi di
fronte a testi non sempre facilmente abbordabili e spesso ponderosi.
Senza pretese di completezza, né di originalità interpretativa,
questo saggio si offre quindi come punto di partenza per un’analisi
della musica religiosa AfricanAmericana. E, in quanto punto di partenza,
toccherà i diversi aspetti del fenomeno spiritual, da quello
terminologico a quello storico, da quello relativo alle melodie a quello
testuale.
In considerazione delle finalità
divulgative di questo lavoro, pur impegnandomi a salvaguardare sempre il
rigore storiografico e filologico che una seria ricerca impone, ho cercato
di adottare un linguaggio il più possibile semplice e comprensibile
anche ai non addetti ai lavori.
Ho ritenuto in ogni caso utile mantenere l’apparato di note che, facilmente
omissibile da chi non ne fosse direttamente interessato, consente di riferirsi
in modo più immediato e puntuale alle fonti.
Non ho tralasciato, dove fosse il caso, di accostare alla ricerca storica
e musicale alcune riflessioni sul significato che l’ascolto e soprattutto
l’interpretazione di queste canzoni assume nel nostro contesto culturale,
cercando anche, per quanto mi è stato possibile, di sottolineare
assonanze e relazioni che consentissero, senza perdere di vista le distanze,
di avvicinarsi alla musica Nera con il cuore oltre che con l’intelligenza.
Questa raccolta di spirituals, ciascuno corredato da traduzione in italiano
e note, ha l’obiettivo di introdurre il lettore non specialista alla
conoscenza del complesso mondo culturale che si sviluppa nella comunità
di colore residente negli Stati Uniti meridionali fra la fine del XVIII
secolo e i primi anni del ‘900.
Il genere musicale noto come spiritual è infatti prima di tutto l’espressione
vitale di un popolo e di una cultura, la testimonianza artistica di un modo
di vivere e interpretare la realtà quotidiana nella lenta e angosciosa
fase di passaggio fra la condizione di schiavitù e la libertà
(con tutte le sue imprevedibili contraddizioni). Gli spirituals non sono
semplicemente, come spesso si crede, i canti che gli schiavi cantavano nei
campi di cotone per consolarsi del dolore e dell’oppressione. Essi
sono piuttosto l’affermazione dell’esistere, dell’esserci;
la rivendicazione della propria dignità e specificità cantata
in modo sempre più forte e chiaro via via che la libertà si
avvicinava e l’oppressione si faceva più dura.
Nell’intento di offrire quindi, accanto alla possibilità di
cantare questi brani, anche le basilari informazioni per comprenderli, ogni
canto è accompagnato sia dalla traduzione che da alcune note esplicative,
talvolta più dettagliate, talvolta meno.
Una adeguata comprensione di alcune sezioni del testo richiede naturalmente
di accedere alle fonti musicali e testuali a cui farò riferimento.
E’ difficile, soprattutto in considerazione della difficile reperibilità
di materiale su CD in Italia, ovviare a tale inconveniente, a meno che non
si sia disposti ad acquistare il materiale in Inghilterra o negli USA. Poiché
anche in questo caso internet ci viene in aiuto, in appendice ho indicato,
senza presunzioni di completezza, una possibile scelta bibliografica e discografica,
sufficiente per consentire al lettore di orientarsi. Sempre in appendice
riporto gli indirizzi web sui quali è possibile acquistare testi
e musica in rete. |