Note sulla Traduzione
 
Sia nell’introduzione che nella traduzione dei testi e dell’apparato delle note ho cercato di rispettare alcuni criteri che è opportuno esplicitare:

1. La traduzione dei termini inglesi Negro e Nigger comporta il rischio di urtare qualche sensibilità. In linea di massima, i testi fino alla metà del ‘900 utilizzano il termine Negro con molta serenità, in quanto esso non implicava in alcun modo una valenza denigratoria. Poiché però tale termine assume oggi una connotazione che può essere percepita in negativo, ho preferito tradurre ordinariamente con Nero (di solito con l’iniziale maiuscola) , tranne in alcuni casi in cui il contesto mi ha suggerito di mantenere il termine originale. Il termine Nigger aveva invece una caratterizzazione meno neutra. Lo si trova, paradossalmente, in alcuni testi di spiritual. Evidentemente tale termine non era del tutto in disuso presso la comunità di colore per autodefinirsi, non so se solo in contesti scherzosi o magari solo in certe zone . In tal caso, ho utilizzato il termine Negro, sempre con la maiuscola. Ho tendenzialmente evitato invece di tradurre Negro e Nigger con Afro-Americano perché tale termine, entrato nell’uso tardivamente, ha un’origine “colta” che mi sembrava poco attinente alla natura del materiale in questione . Si noti infine che a partire da circa il 1988 anche il termine afro-american è stato abbandonato nella terminologia politically-correct americana a favore di african-american .


2. In presenza di versi ambigui nei testi delle canzoni mi sono regolato caso per caso, in genere assumendo una tesi e cercando di rispettarla. Talvolta ho spiegato in nota le ragioni della mia scelta o ho proposto delle alternative.


3. Nel caso in cui un verso mi risultasse totalmente oscuro e non fossi riuscito a trovare altrove buoni consiglieri, ho preferito dichiarare esplicitamente la mia incapacità di tradurre. In alcuni casi l’impossibilità di tradurre coerentemente il testo è dichiarata dagli editori stessi e talvolta dagli stessi interpreti delle canzoni.


4. Termini che hanno una sostanziale ambiguità di significato o coprono un campo semantico ampio o vario sono stati tradotti in modo diverso a seconda dei contesti. In particolare, termini come God’s children, children, band, ecc. non hanno sempre lo stesso equivalente in italiano e ho cercato quindi di renderne comprensibile il significato nel contesto adottando di volta in volta traduzioni diverse (così, per esempio, children può essere bambini, ragazzi, figlioli, ecc.)


5. Il lettore che ha confidenza con la lingua inglese noterà che spesso si trovano termini che non esistono nel dizionario. Si tratta di traslitterazioni che riproducono la parlata corrotta di alcune zone e che vengono mantenute anche nelle più recenti raccolte per motivi sia filologici che di tradizione. In linea di massima ho mantenuto anch’io i termini così come li ho trovati. In caso di contraddizione fra una raccolta ed un’altra, in generale sono rimasto fedele ad una sola delle versioni proposte.
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